15 iColor agli aspetti pratici dell’applicazione o puramente tecnici, utili per gli applicatori e decoratori, ma anche alla struttura teorica, spesso sottovalutata. Avvicinare l’applicatore o il tecnico al mondo della percezione cromatica è un valore aggiunto. Inoltre è ormai appurato che serve condividere un linguaggio universale per dialogare di colore. L’utilizzo del Sistema Cromatico NCS®© può creare il giusto ponte tra tecnici e professionisti, al fine di gestire e progettare adeguatamente il colore. iColor: Lei ha più volte parlato del colore come “driver comunicativo”. Come può un colorificio sfruttare questa dimensione per rafforzare il proprio ruolo di consulente e partner del progettista? C.P.: Direi che il colore ha in sé questa fantastica capacità di suggerire sempre qualcosa. È una sorta di contenitore di significati, funzioni, segnali, messaggi, che appartengono sia alla sfera biologica che a quella culturale. Un colorificio dovrebbe iniziare a dialogare con i propri clienti già dall’involucro utilizzato per la vendita. L’immediata suggestione data da un ambiente accogliente, che di per sé racconta la capacità espressiva della componente cromatica, regala a chi entra in quello spazio una sensazione positiva. Il luogo curato è indice di “presa in cura” delle persone e comunica nell’immediato serietà professionale. iColor: Rispetto al precedente libro promosso da NCS Colour Centre Italia, “Il colore razionale”, quali sono le novità e le evoluzioni teoriche o metodologiche che lei approfondisce in questa nuova pubblicazione? C.P.: Ho cercato soprattutto di spostare l’attenzione sugli aspetti della percezione umana, volgendo uno sguardo sia sulle scoperte delle nuove neuroscienze, che su ricerche effettuate in passato da grandi studiosi, che hanno analizzato i comportamenti dell’essere umano nei luoghi abitati. È basilare comprendere come ci muoviamo nello spazio vissuto, come ci relazioniamo con gli elementi caratterizzanti un luogo e che valore abbiano le emozioni e le sensazioni nella scoperta di tale luogo. Per me è importante partire dalla persona, centro di tutto il progetto, con le sue esigenze, le sue peculiarità, le sue differenze. La percezione della realtà colorata, illusoria e apparente, è connessa con il nostro essere nel mondo. iColor: Guardando al futuro, quali saranno secondo lei i trend cromatici e cognitivi più significativi che il mondo dei colorifici dovrà intercettare per restare competitivo? C.P.: Il futuro, ma del resto la contemporaneità, è legato strettamente ai temi della sostenibilità, al design universale, all’etica progettuale. Anche il colore sarà sempre più vicino al nostro bisogno di rispetto verso l’ambiente e verso l’altro, diretto al non sprecare, al non buttare, al focalizzare l’attenzione sui bisogni del soggetto e della collettività. Orientarsi su questi aspetti è fondamentale per dare un vero senso al progetto e quindi, di conseguenza, anche la vendita del prodotto verrà contaminata da queste linee di pensiero. Mi piace pensare e parlare, così come ho fatto nel libro, di design gentile. Abbiamo bisogno di gentilezza, di bellezza, di cura. Questo, spero, potrà essere il vero obiettivo. CRISTINA POLLI LETTURA CONSIGLIATA COLORE E PERCEZIONE COGNITIVA - PROGETTARE LA QUALITÀ AMBIENTALE ATTRAVERSO LA COMPONENTE CROMATICA Il colore è a un efficace driver comunicativo e un vero e proprio strumento progettuale. Ci aiuta a dare un senso all’ambiente e ad attribuire un nostro specifico significato a ciò che stiamo osservando. In quanto bisogno biologico, legato strettamente alla nostra evoluzione, all’istinto di sopravvivenza e correlato al bisogno di ordine, armonia, bellezza, deve rispondere in modo adeguato alle istanze comportamentali. Pertanto il progetto cromatico ha bisogno di solide basi teoriche sulle quali poter prendere forma. Ciò è possibile anche grazie alle discipline che studiano la relazione corpo/mente della persona, come le moderne neuroscienze. Al centro di ogni riflessione troviamo infatti il “chi”, ma abbiamo bisogno di comprendere anche “come” si sviluppano i processi percettivi, per mettere il soggetto al centro del progetto e per costruire condizioni ambientali coerenti con le necessità psicofisiologiche. Che lo si analizzi secondo varie teorie o filosofie o che lo si studi attraverso la lente di numerose discipline il colore ci influenza e ci affascina, con modalità diverse ma con pari intensità.
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