40 iColor iFOCUS Il cliente spesso entra in negozio per scegliere un colore, ma quando scopre che esiste la possibilità di integrare carte da parati, effetti decorativi o soluzioni personalizzate, si apre un dialogo più creativo. Inoltre il rivenditore diventa una figura di riferimento, capace di consigliare e accompagnare il cliente nella scelta più adatta alla casa». iColor: Accanto all’aspetto estetico esiste anche una componente tecnica molto importante. Quali sono oggi i principali supporti? A.Z.: «Oggi il mercato offre una grande varietà di materiali, ognuno pensato per esigenze specifiche. Esistono le carte tradizionali per ambienti asciutti, i supporti in TNT con finitura vinilica molto resistenti e facili da applicare, e poi la fibra di vetro, perfetta per ambienti umidi come bagni o cucine, perché può essere resa impermeabile con specifiche resine. Negli ultimi anni si stanno diffondendo anche supporti in bio-vinile e materiali tecnologicamente avanzati che permettono di coniugare estetica e prestazioni. La scelta del supporto è fondamentale > no qualcosa che non sia seriale. Vogliono una parete che diventi quasi un’opera». iColor: È proprio in questo ambito che nasce il suo progetto King & Queen Design... A.Z.: «Proprio così. King & Queen Design nasce dalla mia doppia passione: l’architettura e la fotografia. Nel tempo ho raccolto moltissime immagini scattate da me – paesaggi, dettagli naturali, architetture – che poi elaboro graficamente fino a trasformarle in composizioni adatte a grandi superfici. La differenza rispetto alle carte industriali è che qui non esiste un pattern che si ripete. È un’unica immagine, come se fosse un grande quadro applicato alla parete». iColor: In che modo avviene il processo di personalizzazione? A.Z.: «Il progetto nasce sempre dall’ascolto della persona e dallo studio dello spazio. Si analizza la stanza, la luce, gli arredi e i colori già presenti. Poi si sceglie l’immagine più adatta e si lavora su dimensioni, taglio e composizione. Ma la personaliz- IL PROGETTO NASCE SEMPRE DALL’ASCOLTO DELLA PERSONA E DALLO STUDIO DELLO SPAZIO. SI ANALIZZA LA STANZA, LA LUCE, GLI ARREDI E I COLORI GIÀ PRESENTI POI SI SCEGLIE L’IMMAGINE PIÙ ADATTA E SI LAVORA SU DIMENSIONI, TAGLIO E COMPOSIZIONE perché deve essere coerente con la funzione dello spazio». Quali sono invece le tendenze che stanno emergendo per il 2026? A.Z.: «Stiamo vedendo una forte attenzione alla matericità visiva. Molte carte da parati richiamano superfici naturali, tessuti, pietre o materiali organici. Anche le palette cromatiche stanno cambiando: colori profondi, avvolgenti, spesso desaturati, che creano ambienti più sofisticati e intimi. Ma la vera tendenza è la personalizzazione. Sempre più persone cerca-
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