iColor magazine - anno 2026 - numero 20

20 iColor APPROFONDIMENTO > iColor: Da quanti anni svolgi questa professione e in quali ambiti? Boris Delmissier: Da oltre un decennio. Ho lavorato per dodici anni come dipendente di un artigiano, per poi decidere di aprire una mia attività. Sono quindi in proprio dall’inizio di quest’anno e sono molto soddisfatto perché, dopo i primi due mesi di rodaggio, il lavoro è decisamente decollato. Ora mi occupo di B.D: Nella mia professione vedo anzitutto due tendenze distinte molto marcate: se lavoro per studi di architettura o per una clientela giovane, mi chiedono di osare sicuramente molto di più. Viceversa, con clienti più anziani, le scelte seguono ancora la tradizione. Nel primo caso, si usano colori forti e soluzioni non convenzionali. Per esempio non si esegue più il cosiddetto “scuretto”, ovvero quel gradino di pochi centimetri, che serviva a creare uno stacco dal soffitto alla parete, ma si tende a usare lo stesso colore. A volte nei bagni o nei corridoi si realizza una sorta di “fascia”, che fa da continuazione al soffitto, andando in parità con i cassonetti delle finestre. Come colori, in questo momento si usano tanto le tonalità mattone, terra, beige, spesso anche molto carichi. Con questo tipo di clientela il bianco puro non si usa mai. L’altra tendenza che riscontro, come anticipato, riguarda i clienti meno giovani, che chiedono soluzioni popolari tempo fa, come le velature. Oggi la scelta si orienta su versioni più moimbiancatura di interni, eseguendo tinteggiature, decorazioni e applicazione di carte da parati. Ho esperienza anche in imbiancature di esterni, ma al momento non sono attrezzato per la tinteggiatura outdoor. iColor: Quali sono le richieste più frequenti nell’imbiancatura delle abitazioni?

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